Ho solo due appunti da muovere, da parte mia, al ragionamento.
Si fa bene ad adottare questo tipo di analisi comparativa delle varie religioni, ma bisogna prendere in considerazione anche le peculiarità specifiche di ciascun culto. L'analisi migliore, a parer mio, segue sempre la via mediana e si preoccupa di ciò che è simile (sia per influenza indiretta o per spudorata imitazione) così come di ciò che può essere totalmente differente.
Non tollero, quando sono fatte con eccessiva leggerezza, affermazioni del tipo "tutte le religioni dicono la stessa cosa" benché, seppure in parte, ciò può risultare vero.
Qualche tempo fa, parlando con un'amica, mi chiese stupita "ma se consideri il cristianesimo egualmente valido, per quale motivo te ne sei allontanato?"
Qualcosa del genere penso quando si fa troppa generalizzazione. Per quanto, come ho detto, questo tipo di indagine si può rivelare molto fruttuoso.
Il secondo punto è che generalmente tendo ad evitare la dicotomia tra "i paganesimi" ed "i monoteismi". Cristo non ha diseredato Mitra a Roma più di quanto presumibilmente Apollo abbia diseredato Gea a Delfi. Le religioni si sono succedute nella storia ma i rapporti dialettici, per me, non sono paganesimo/monoteismo, bensì culto vecchio/culto nuovo.
Tornando in topic (

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Il cattolicesimo romano possiede un meraviglioso concetto che è quello di "tradizione" che è la motivazione generalmente addotta per accettare con tranquillità pratiche di cui non ha mai parlato né Cristo né un qualche profeta (anzi, suppongo che Mosè scaglierebbe come un tempo le tavole della legge contro ogni corteo che porta in processione santi e madonne ricoperti d'oro e di gioielli)... "lo fanno da cinquecento anni, dunque si fa". Molto dell'attuale cristianesimo ha poco a che fare con gli insegnamenti del Cristo.
Il cristianesimo ha adottato pratiche e dottrine che non si sono affatto preoccupate della vita materiale. Le stagioni, la vita dei campi da cui il popolo traeva sostentamento. Non stupisce che, com'è sempre avvenuto, il nuovo culto assimilasse parti del vecchio (e ciò serviva anche a convertire, ovviamente. Perfino i romani appena conquistavano una città portavano in processione gli dèi locali. I cristiani furono meno sottili e per conquistare una città sostituirono le divinità locali nei templi e ne fecero chiese, è ben noto) ed il cristianesimo ha assimilato davvero tanto (potrei dire che "ha snaturato", ma lo considererei un giudizio eccessivamente bigotto e privo di senso).
Lunamithril ha scritto:Secondo me i nomi possono mutare, ma se gli dèi sono lo specchio dell'uomo, e l'uomo è fatto così, è uno e centomila, gli archetipi, gli dèi, i santi, i profeti ci saranno sempre

Totalmente d'accordo.
Flamma ha scritto:Credete sia possibile riscoprire un archetipo, una divinità, a partire da quelle che sono le conformazioni che assume nel contesto del folclore? O almeno arricchire le conoscenze al riguardo, magari anche per quanto concerne l'aspetto cultuale?
Penso se ne possa ricavare
solo ciò che concerne l'aspetto cultuale. Si possono cercare tracce di culti e tradizioni, ma non penso che si possa arrivare all'archetipo della divinità, se non sapendo precisamente a quale divinità ti riferisci.
Del resto non penso che il santuario della madonna di Montevergine, se non si sapesse del preesistente tempio, possa suggerire in alcun modo l'aspetto spesso crudo della Magna Mater Cibele, e con molta fantasia (almeno quanto Graves) forse si potrebbe risalire, avendo come informazione la semplice processione dei "femminielli", alla castrazione cui si sottoponevano i sacerdoti della Grande Dea.
Ikaros